Usava sempre la stessa password.
Non fu difficile recuperare
la chiave d'accesso per le segrete
carte che accumulava nell'orario
d'ufficio, ma non dite che rubava
tempo al lavoro, non dite che andava
punito. Quel che abbiamo ritrovato
dopo la sua scomparsa, il gran tesoro
nascosto dentro i cassetti elettronici
della sua postazione è come un dito
puntato verso l'avvenire, un dito
che smaschera la nostra indifferenza,
una ferita che riporta a galla
quell'incapacità di compatire
chi ha fatto un po' di conti con la vita.
Sono un ricordo strano
le passeggiate mano nella mano
adesso che le mani sono tante
da accompagnare a scuola e accarezzare.
I nostri spazzolini che si toccano
sono un bacio rubato di nascosto
alla fretta che assorbe come carta-
cucina il nostro tempo, i nostri sogni.
Ecco, bastano due gocce di pioggia
per farmi cancellare la partenza
che avevo programmato per domani.
"Nulla ti turbi, nulla ti spaventi"
è una parola!
Sono un poeta di seconda mano:
il nano sulle spalle dei giganti.
In fondo cos'è Luzi? Un nome corto
che si ricorda bene, ma un suo verso?
ti prego dimmi un verso dell'altissimo
da tutti conosciuto e che mi stenda
lasciandomi impietrito per lo smacco.
Un verso oppure il titolo di un libro
dai, lasciami di stucco, fammi zitto
adesso che i quaranta dietro l'angolo
già sento mentre nell'attesa vibro
di un gesto, di un momento che sorprenda.