Hai provato a riprendermi due volte:
la prima in Prato della Valle : estate :
esterno giorno e sullo sfondo i pattini
veloci sull'asfalto che strisciano.
Gettando le coppette dei gelati
la puntura di un'ape come un fuoco
travolge i sensi e spegne la mia vista.
Non ho nemmeno il tempo di avvertire
con una smorfia o un cenno, di gridare,
e cado come un corpo morto cade.
La corsa all'ospedale in ambulanza:
un giro sulla giostra del dolore,
il tunnel della tac, la dimissione.
[…in questa strofa che non vuole uscire
vi raccontavo con molta vergogna
di quando svenni quasi all'improvviso
davanti alla tastiera del pc…]
Pensavo avresti agito di sorpresa
invece hai in testa un piano, una scaletta
che partendo dal piolo più nascosto
risale dentro me. Che posso fare?
* Stavo scrivendo questo testo per un concorso ma poi ho deciso di non prendervi parte. La parte centrale è rimasta così un abbozzo pieno di puntini di sospensione. Per quest'anno il mio premio l'ho già avuto e sono soddisfatto. Il 2006 sarà per me un anno di prosa. Auguro a tutti un nuovo anno pieno di pace, serenità e belle cose.
A chi vuoi darla a bere?
Strade nuove?
Sei una povera penna che muore,
sei solo un tasto che batte sul dente:
piccola cosa senza più pretese
che tira la sua cinghia faticosa,
che ringhia al telefono alla fine del mese,
taglia le spese, i ponti e la corda.
Mai una volta che quadrino i conti.